Accesso ad Internet come diritto sociale, art. 34-bis
Accesso ad Internet come diritto sociale, art. 34-bis

Chi siamo?

34-bis è l’articolo che proponiamo di inserire in Costituzione.

Esso riconosce una volta per tutte la connessione come diritto sociale e lo ricollega al diritto oggi più importante: l’istruzione (art. 34 Cost.).

Questo perché Internet non è solo libertà di espressione, Internet è esercizio di tutti i diritti e doveri, è possibilità di usufruire di infiniti servizi per migliorare le nostre condizioni di vita, è lavorare ed esprimere la propria personalità.

Ma tutto questo non può prescindere dalla cultura e quindi dall’istruzione.

Soprattutto oggi, in un momento di impoverimento culturale, di fughe di cervelli, di scarsa solidarietà e investimenti in ricerca non si può non ricominciare dall’istruzione facendo di questo il diritto fondamentale per la crescita di tutto il sistema paese.

 

Non poter usare Internet oggi, vuol dire essere tagliati fuori dal mondo, dal lavoro, dall’economia, dai rapporti personali e della cultura. Riconoscerlo vuol dire dare a tutti le stesse possibilità di crescita personale e professionale.

La proposta di Art. 34-bis, diritto di accesso ad Internet è stata realizzata dal dott. Guido d'Ippolito nell'ambito dei suoi studi per la tesi di laurea in giurisprudenza. Tali studi sono stati poi concretizzati nel 2014 all'interno dell'iniziativa "La tua idea per l'Italiadi Cultura Democratica.

La proposta è stata quindi presentata in Parlamento e, sia il Senato della Repubblica prima che la Camera dei Deputati poi, l'hanno recepita trasformandola ufficialmente in un disegno di legge costituzionale.

Successivamente, con la XVIII legislatura, la proposta è tornata alla Camera dei Deputati con un testo aggirnato e che meglio tiene conto di tematiche connesse come la neutralità della Rete.

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