Accesso ad Internet come diritto sociale, art. 34-bis
Accesso ad Internet come diritto sociale, art. 34-bis

La proposta di Art. 34-bis, accesso ad Internet come diritto sociale, ha fatto il suo primo ingresso nelle aule del Parlamento italiano durante la XVII legislatura, con i due disegni di legge costituzionale n. 1561 del 10 luglio 2014 al Senato della Repubblica e il n. 2816 del 14 gennaio 2015 alla Camera dei Deputati. Nel primo caso, il Senato iniziò l'iter legislativo in Commissione Affari Costituzionali dove venne approvato il testo base e iniziato un ciclo di audizioni di professori ed esperti che ne approvarono l'inpianto.

Dopo questa prima esperienza, la proposta di Art. 34-bis è tornata in Parlamento nell'attuale XVIII legislatura, con il progetto di legge costituzionale n. 1136 del 4 settembre 2018, presso la Camera dei Deputati.

Accesso ad Internet e neutralità della Rete fra principi costituzionali e regole europee

a cura di M. R. Allegri e G. d'Ippolito

Scarica gratuitamente gli atti della conferenza svoltasi il 21 marzo 2017 presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell'Università Sapienza di Roma

Il diritto di accesso ad Internet è una rivoluzione sociale e culturale prima che giuridica ed economica

Internet non è solo libertà di espressione. Internet è un luogo pubblico di esercizio dei diritti ma anche una nuova dimensione economica.

Il riconoscimento dell'art. 34-bis mira a garantire l'effettività della connessione al fine di permettere l'espansione della personalità umana, la tutela e l'evoluzione di ogni attività e di tutti i diritti, bilancinadoli con esigenze economiche come l'attività d'impresa, il lavoro, la creazione tanto della domanda quanto dell'offerta di servizi, la tutela della concorrenza.

Il ritardo italiano in materia di digitale non è solo infrastrutturale (digital divide) ma anche culturale (analfabetismo informatico). E' per questo che l'art. 34-bis si muove lungo due direttrici: realizzare e implementare le infrastrutture di connessione alla Rete; investire in formazione, informazione e istruzione a tutti i livelli per diffondere la cultura digitale. Ogni mezzo tecnologico infatti, deve essere accompagnato dalla consapevolezza e conoscenza dello stesso.

La proposta di Art. 34-bis è stata ideata da Guido d'Ippolito e oggi a disposizione di chiunque sia interessato, per motivi di studio, ricerca, implementazione e ogni altro genere di attività. Si vuole quindi una propsota open source, che fa propri i valori della condivisione e del #FareRete. Valori questi fondamentali e basilari non solo per Internet ma anche per la democrazia. 

L'art. 34-bis è vostro. Studiatelo, implementatelo, riutilizzatelo, condividetelo, miglioratelo ...

Perchè serve un intervento statale?

"serve un Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle reti di nuova generazione, anche con la previsione di politiche pubbliche  a sostegno degli investimenti".
Leggi il Comunicato congiunto di Agcom e Agcm sulla necessità di investire in banda larga.

Leggi il comunicato

Tavola Rotonda: Art. 34-bis, accesso ad Internet come diritto sociale

Venerdì 8 maggio 2015 – ore 9:00

Sala della Regina, Camera dei Deputati.

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Art 34bis diritto di accesso ad Internet

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